Concerto di Natale ore 19:00

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Categoria
Concerti
Data
14/12/2019 19:00 - 22:00
Luogo
Nuovo Santuario - Via del Santuario, 10
Roma
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Il concerto avrà un tema spirituale sul Natale, fra le esecuzioni dei brani ci sarà la lettura e la meditazione di alcuni brani.

 

Canti per il Concerto del 14 dicembre 2019

 

Stralci di Meditazioni del Servo di Dio Don Umberto Terenzi a cura del Centro Studi Terenziani

 

Anonimo

Veni Emmanuel

Inno del tempo di Avvento

Un bellissimo inno d'Avvento, adatto soprattutto per la Novena di Natale (e la IV domenica d'Avvento) Non molto conosciuto - per la verità - in Italia, è invece famoso e richiestissimo nei paesi anglosassoni, ha la particolarità di essere costruito sul contenuto delle antifone "O", e quindi adattissimo al periodo liturgico che inizieremo martedì prossimo nell’ottava prenatalizia: Questo canto ci accompagna quindi nell'immediata preparazione al Natale. Non è un canto gregoriano antico, e viene spesso eseguito anche in polifonia.

Testo:
Vieni, vieni, Emmanuele
libera dalla prigionia Israele,
che geme in esilio,
privata dal figlio di Dio.
 
Rallegrati! Rallegrati! Emmanuele
nascerà per te o Israele.
 
Vieni, vieni o Re delle Genti
vieni Redentore di tutti
per salvare i tuoi servi
che sono consapevoli del peccato
 
Vieni, vieni o Sole
illuminaci con la tua venuta;
allontana le ombre della notte,
e disperdi le tenebre.
 
Vieni, o Chiave di Davide,
spalanca (le porte) del Regno;
rendi sicura la via del Cielo,
e chiudi l'accesso agli Inferi.
 

Primo quadro: L’attesa

Paolo dice che è ora di svegliarci dal sonno perché la nostra salvezza è più vicina adesso di quando abbiamo incominciato a credere. Ma cosa significano queste parole? Significano che dalla prima Domenica di Avvento incomincia l’anno liturgico e che la chiesa vuol dare ai suoi figli, i suoi insegnamenti. guardate figli cari non vivete dimentichi di Dio. Dio ci richiama continuamente, Dio vuole essere ascoltato. Dio parla, parla sempre, ma specialmente in certe circostanze. Al principio dell’anno liturgico Dio ci fa intravedere l’aurora, il principio della salvezza. Dove? Quando? Con l’Avvento, (avvento significa venuta) nella venuta al mondo di nostro Signore Gesù Cristo. Questo mondo non ci ha fatto caso, non se n’è accorto nemmeno quando è venuto al mondo il figlio di Dio fatto uomo. La maggior parte del mondo ancora oggi non s’accorge che in mezzo a noi c’è Gesù, il quale è venuto a portare, la redenzione, la salvezza, la salvezza delle nostre anime, la salvezza della nostra civiltà! La salvezza dunque spirituale e anche in certo modo materiale! Ma voi dormite! Cioè siete nel sonno delle cose ordinarie della vita e non vi accorgete nemmeno che dormite immersi in questo torpore materiale che vi fa adorare la materia, che vi fa dedicare la vostra vita ai vizi. Svegliatevi, svegliatevi! Io sono il vostro Salvatore. Vengo in mezzo a voi non per distruggervi, per castigarvi, vengo per salvarvi, vengo a portarvi il mio amore e tutti i mezzi che il mio amore infinito ha potuto inventare, trovare e adattare alla vostra umanità, ecco io ve li porto tutti! Per costituire con questi mezzi, che sono i mezzi della grazia, la mia vita divina in voi. Allora figli miei rivolgiamoci alla Madonna. La Madonna, ci apre il cuore e ci dice: confidate nel mio cuore materno. In mezzo alle tenebre del mondo che ci sovrastano, ci sarà una luce sola che risplenderà nel mondo: la luce dello Spirito Santo, la luce dell’amore di Maria. (cfr. MT 256 del 1° dicembre 1957).

 

S. Galotti

Alienigenae

Mottetto per l’offertorio Ambrosiano per coro a 4 voci e organo

All'ascolto la musica di Salvatore Gallotti (1853-1928) Compositore diplomatosi nel 1888 al Conservatorio di Milano e perfezionatosi a Parigi. Tornato a Milano prestò la sua opera nella chiesa di S. Carlo al Corso per passare poi al Duomo, dapprima come vice maestro, poi come direttore principale.  In poche date è racchiusa una attività lunghissima e intensa di direzione e di composizione. L’archivio del Duomo di Milano custodisce la sua cospicua produzione liturgica, per lo più inedita: circa 400 opere (Messe, Magnificat, Litanie, Te Deum, Mottetti...) “tutte di alto merito, ispirate non solo alla religiosità dei testi liturgici, ma anche alla maestà del Duomo che richiede una chiara, ampia, sublime concezione polifonica”. anche questa composizione che è un canto di offertorio della terza domenica di Avvento di rito Ambrosiano, appare maestosa, robusta e vigorosa la parte organistica si presenta come notevole architrave alla massa corale.

Testo:

Non più stranieri passeranno per Gerusalemme; ed in quel giorno stillerà dai monti dolcezza e latte fluirà dalle colline. Alleluia, Alleluia.

Il Signore parlò a Giosuè figlio di Nave e disse: “Sorgi, prendi con te il popolo e la legge e passa il Giordano: tu distribuirai la terra venuta in possesso di quel popolo”. 

Ed in quel giorno stillerà dai monti dolcezza, e latte fluirà dalle colline. Alleluia, alleluia.

 

J. Gallus:

Resonet in Laudibus

per coro a 4 voci a cappella

Non c’è forse nessun altro canto natalizio latino che sia stato tramandato in altrettante varianti della forma originaria, nelle più diverse traduzioni e rielaborazioni, come il famoso Resonet in laudibus, apparso per la prima volta come ninnananna di Natale nell’Europa medievale. Dal XIV secolo fino al nostro tempo questo canto assolutamente unico non ha cessato di modificarsi, dalla Cantio medievale fino al grande Mottetto corale.

Ascolteremo la versione di Jacobus Gallus nacque nel 1550, lasciò la Slovenia quand'era ancora giovane, fu probabilmente istruito in un monastero cistercense, e viaggiò in Austria, Boemia, Moravia, e Slesia. Per qualche tempo visse nell'abbazia di Melk, situata nella Bassa Austria. Fu membro della cappella di corte di Vienna nel 1574, e fu maestro di cappella (Kapellmeister) del vescovo di Olomouc, tra il 1579 (o 1580) ed il 1585. Dal 1585 fino alla sua morte, lavorò a Praga come organista nella chiesa sv. Jan na Zábradlí. Morì il 18 luglio 1591 a Praga.

 

Testo:

Risuoni nelle lodi,
con gioiosi plausi
Sion con i fedeli.
Apparve colui che Maria ha generato.

Fanciulli gioite,
inneggiate al re che è nato,
cantando con voce soave:
Apparve colui che Maria ha generato.

Sion loda il Signore,
salvatore degli uomini
e perdona i peccati.
Apparve colui che Maria ha generato.

 

D. Machetta:

La notte è chiara come il giorno

Canto natalizio per coro a 4 voci dispari e organo

 

Domenico Machetta nato a Nole nel 1936, è un presbitero della Chiesa cattolica e un noto compositore di musica liturgica. È divenuto Sacerdote nella Congregazione salesiana e, dall'inizio degli anni ottanta, vive a Bairo Canavese (TO) presso la Fraternità di Nazareth [1] nelle vicinanze di Ivrea (TO): è una comunità religiosa, da lui guidata, fondata negli anni ottanta con la collaborazione di Luisa Salice. La trentennale produzione artistica di Machetta si divide in due grandi cicli: Gli anni del rinnovamento liturgico musicale (1969-1976) e la riscoperta del canto come preghiera biblica (dal 1977 in poi).

 

 

Secondo quadro: La gioia del Dio con noi

Andiamo avanti dicendo “Ecce ancilla Domini”; sì! siamo quello che siamo! Ma tutti siamo porta­ti da Dio, figli di Dio e portati dalla Madonna; e portati dalla Madonna possiamo andare, chis­sà dove. Non pensiamo né a cose grandi, né a cose piccole, possiamo e dobbiamo andare dovunque vuole Dio e dobbiamo esser sempre pronti, “Ecce ancilla Domini", e sempre dobbiamo aver la fiducia, la incrollabile certezza che noi arriveremo: “Verbum caro factum est” e “Fiat mihi secundum verbum tuum”; la parola di Dio sta scritta in noi, per la voce autorevole di Dio direttamente secondo le ispirazioni che il Signore si degna darci, secondo la voce di chi in nome suo ci parla sempre. (Cfr. MT 597 del 17 maggio 1960).

“Magnificat anima mea Dominum”, vedete, la gioia di noi tutti è certamente grande, nel considerare le grandezze della Madonna, ma nessuno di noi mai, né considerando le sue grandezze, né considerando le grazie tante volte ricevute da lei, personalmente o collettivamente, nessuno di noi mai potrà arrivare ad avere lontanissimamente un senso di gioia che ha la Madonna stessa e cioè di gratitudine a Dio onnipotente, per quello che da Dio Lei ha ricevuto. (Cfr. MT 1417 dell’11 febbraio 1968).

 

J. S. Bach:

Jesu Decus Angelorum

Corale a 4 voci dispari (dalla Cantata n. 147)

adattamento di T. Zardini

 

Testo:

Gesù luce agli occhi, gioia dei cuori, luce splendida delle menti, Figlio della Vergine Maria.

 

A. Adam:

Minuit Chrétiens

Solista: Nataliya Palynska, Pina Costa

Minuit, chrétiens, nella versione inglese O Holy Night, è un canto natalizio composto da Adolphe Adam nel 1847 con parole di Placide Cappeau. È conosciuto anche come Cantique de Noël. Nel canto viene richiamata la nascita di Gesù Bambino.

 

F. Couperin:

In notte placida

per coro a 4 voci dispari e organo

L'autore di questo celebre canto natalizio è François Cuperin , nato a Parigi nel 1668. Fu scelto dal Re di Francia Luigi XIV, detto Re Sole, come organista della Cappella di Corte. Compose il testo in lingua italiana e vi adattò una musica conosciuta come "Pastorale".

 

Terzo quadro: La notte di luce che irrompe sulle tenebre del mondo.

La gioia del Natale è una gioia nostra, e di tutto il mondo, di tutta l'umanità! Da quando Gesù è nato a Betlemme fino alla fine dei secoli, il Natale rappresenterà sempre la gioia di tutti quanti, di tutto il genere umano. Ma questa gioia ha un fondamento spirituale e la maggior parte del mondo purtroppo non capisce questa gioia, non comprende il significato, il valore, il fondamento. Ma noi dobbiamo considerarne il valore, il fondamento e il motivo di questa grande festa e di questa grande gioia! L’origine di tutta questa letizia è il grande ed infinito valore della venuta del Messia che ci porta la redenzione, la salvezza eterna. Egli viene a stare con noi e tra noi, fino alla fine dei secoli, nell’Eucarestia, vivo, vero, reale! L'animo che più partecipa a questa gioia è la Madonna. Gesù ha scelto sua Madre dall'eternità; ma Dio sceglie noi dall’eternità egualmente; ciascuno di noi e concepito nella mente di Dio dall’eternità per quello che ciascuno di noi deve fare, compiendo il  disegno di Dio sulla terra. Ebbene la Madonna, in modo particolare è la prima e più importante creatura intorno alla quale e con la quale Dio ha stabilito il suo grande disegno di salvezza, la salvezza di noi tutti: lo strumento della salvezza di tutti! Ma entriamo nel Cuore della Madonna e lì … ecco la vera gioia!    (Cfr. MT del 25 dicembre 1954).

 

 T. L. De Victoria:

O Magnum Mysterium

Mottetto per coro a 4 voci dispari

O magnum mysterium è un testo in latino, un antico canto gregoriano che narra il mistero della nascita di Cristo. È il quarto dei nove responsori per il Mattutino del giorno di Natale. È stato usato in composizioni corali da vari autori, tra cui Victoria, Gabrieli, Palestrina, Poulenc, e altri autori contemporanei. Ascolteremo questa splendida versione di Tomás Luis de Victoria, noto anche con il nome italiano Tommaso Ludovico da Vittoria (Ávila?, 1548Madrid, 27 agosto 1611), è stato un compositore, organista e cantore spagnolo del tardo Rinascimento (XVI secolo). Attivo principalmente in Italia, fu il più famoso musicista spagnolo dell'epoca e tra i più importanti compositori di musica sacra in Europa.

Testo:

O grande mistero e mirabile sacramento,
che gli animali vedessero il Signore appena nato
giacente nella mangiatoia.
Beata la Vergine il cui ventre
meritò di portare il Signore (Gesù) Cristo.
Alleluia.

 

D. Machetta:

Chi avete visto pastori

Canto natalizio per coro a 4 voci dispari e organo

Un Canto che narra la testimonianza dei pastori di Betlemme e ciò che hanno visto come il segno della stella, l’annuncio e la luce degli angeli.

 

F. Gruber:

Astro del Ciel

Canto natalizio per coro a 4 voci dispari e organo

Solista: Cinzia Russotto

armonizzazione M. Frisina

 

Un canto nato non con l’intento di conquistare fama internazionale. Un canto che da 200 anni parla al cuore delle persone. Un canto che getta ponti. Un canto, le cui origini e la cui diffusione assomigliano a un romanzo appassionante. Astro del ciel nasce in un periodo buio: truppe d’occupazione francesi e crimini feroci sono all’ordine del giorno nell’Austria di inizio XIX secolo. Gli uomini sono in balia di eventi economici e politici drammatici. Il desiderio di pace, speranza, serenità e fratellanza è grande. Forse è proprio questa situazione che avvicina la gente alla nuova canzone di natale. Il testo del canto è di Joseph Mohr sacerdote salisburghese, mentre la musica e di Franz Xaver Gruber compositore austriaco di fine settecento, lo stesso Mohr chiese a Gruber di musicare  il testo da lui scritto il 24 dicembre del 1818. Ascolteremo una versione armonizzata da Marco Frisina.

 

F. Wade / D. Bartolucci

Adeste Fideles

Canto natalizio per soli 4 voci dispari e organo

 

Adeste fideles è un canto natalizio sulla cui paternità non esistono prove sufficienti perché sia attribuita ad un nome preciso. L'unica certezza che emerge dalla documentazione esistente è il nome del copista, cioè di colui che trascrisse materialmente il testo e la melodia: John Francis Wade, (1711Douai, 16 agosto 1786) compositore e musicista britannico. Wade lo avrebbe trascritto da un tema popolare irlandese nel 1743-1744 per l'uso di un coro cattolico, a Douai, cittadina nel nord della Francia, a quel tempo importante centro cattolico di riferimento e di rifugio per i cattolici perseguitati dai protestanti nelle Isole britanniche. Il testo del canto è costituito da otto strofe di cui solo la I, V, VI e VII furono trascritte da Wade. Le strofe II, III e IV vennero composte da Étienne-Jean-François Borderies nel 1794 e una VIII da un anonimo. Ascolteremo una versione elaborata polifonicamente dal maestro Cardal Domenico Bartolucci. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Altre date

  • 14/12/2019 19:00 - 22:00

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